OASIS (What’s The Story) Morning Glory?

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Ci sono album importanti e album meno importanti.

E poi ci sono quelli che segnano delle epoche.

(What’s the Story) Morning Glory? è il secondo  album del gruppo inglese  OASIS. Pubblicato nell’ottobre del 1995, è universalmente riconosciuto come il disco di maggior successo della band e del movimento BRIT POP.

E’ il quinto  album più venduto di tutti i tempi nel Regno Unito (dietro a Queen, ABBA, Adele e Beatles).

Questo e’ uno degli album che ha segnato un’epoca.

Gli Oasis hanno influenzato un’intera generazione e soprattutto la vita di migliaia di giovani negli anni novanta.Si ascoltava la loro musica,si imparavano i testi a memoria pur non conoscendone il significato.Si respirava aria di Brit Pop ovunque.

Noel Gallagher diceva:

I ragazzi sono stufi di sentirsi dire che il mondo fa schifo. La musica dovrebbe essere solo spettacolo, la musica ti fa sognare, noi diamo alla gente un po’ di ossigeno; i nostri sono sogni e nelle nostre canzoni si sta bene.

Ed aveva ragione.

 

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La musica dell’intero album e’ semplice, niente di complesso ma e’ proprio questa la forza della band.Buone idee,ottima produzione,ottimo gusto e melodie che ti rimangono in testa fino alla morte.Non proprio una sciocchezza.

Se pensiamo che canzoni come Hello, Don’t Look Back in AngerRoll with it, Some Might Say si trovano nello stesso album capiamo l’importanza di questo lavoro della band di Manchester. Per non parlare della perla meravigliosa che chiude l’album: Champagne Supernova.

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Ma il pezzo che all’epoca ha giganteggiato più di tutti è sicuramente

WONDERWALL.

Impossibile non ricordare il video.

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Sugli Oasis si è detto tutto di tutto.Non sono i Beatles.Il confronto non regge, è chiaro. Anche se a loro si ispiravano molto.Sicuramente una grande fetta di pubblico li considera sopravvalutati e pompati. Noel però si dimostra uno dei songwriter più bravi al mondo ancora oggi.Non sbaglia un colpo.Liam invece ha una delle voci più belle nel panorama Rock moderno.

Insieme hanno scritto pagine molto belle del rock più recente ma soprattutto gli Oasis ai loro tempi, hanno fatto tornare a migliaia di ragazzini, la voglia di prendere una chitarra in mano e suonare.

Tra cui il sottoscritto.

Un merito non da poco.

Non credete?

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Unthought Known

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Unthought known (Conoscenza inconsapevole) è la traccia numero sette del nono album dei Pearl Jam, Backspacer, uscito il 20 settembre del 2009.

Chi l’ha detto che le cose buone vengono solo nei primi album?

Uno dei testi più belli per la band di Seattle.

Da gridare a braccia aperte, con lo sguardo rivolto al cielo.

 

Unthought known

All the thoughts you never see
You are always thinking
Brain is wide, the brain is deep
Oh, are you sinking?

Feel the path of every day
Which road you taking?
Breathing hard, making hay
Yeah, this is living

Look for love in evidence
That you’re worth keeping
Swallowed whole in negatives
It’s so sad and sickening

Feel the air up above
Oh, pool of blue sky
Fill the air up with love
All black with starlight

Feel the sky blanket you
With gems and rhinestones!!!
See the path cut by the moon
For you to walk on

For you to walk on…

Nothing left, nothing left
Nothing there, nothing here…
Nothing left, nothing left
Nothing there, nothing left…
Nothing left, nothing left
Nothing there, nothing here…

See the path cut by the moon
For you to walk on
See the waves on distant shores
Awaiting your arrival

Dream the dreams of other men
You’ll be no one’s rival
Dream the dreams of others then
You will be no one’s rival

You will be no one’s rival…

A distant time, a distant space
That’s where we’re living
A distant time, a distant place
So what ya giving?
What ya giving?

Conoscenza inconsapevole

Tutti i pensieri che non consideri mai
ma che fai in continuazione
La mente è connessa la mente è profonda
oh, stai affondando?

Pensa al percorso di ogni giorno
quale strada stai prendendo?
Respira forte…. e prendi il meglio
si, questa è la vita

Cerchi l’amore e la prova
che meriti di essere tenuto
Ingoiare tutta la negatività
è così triste e disgustoso

Senti l’aria sopra di te
una piscina di cielo blu
Riempi l’aria di amore
il buio con la luce delle stelle

Senti il cielo come una coperta
fatta di pietre preziose e diamanti falsi
Guarda il sentiero tracciato dalla luna
perché tu lo possa percorrere

Perché tu lo possa percorrere

Non è rimasto niente, non è rimasto niente
niente lì, niente qui
non è rimasto niente, non è rimasto niente
niente lì, niente qui
non è rimasto niente, non è rimasto niente
niente lì, niente qui

Guarda il sentiero tracciato dalla luna
perché tu lo possa percorrere
Guarda le onde sulle rive lontane
che aspettano il tuo arrivo

Sogna i sogni di altri uomini
non sarai rivale di nessuno
Sogna i sogni di altri allora
non sarai rivale di nessuno

Non sarai rivale di nessuno

Un tempo lontano, uno spazio lontano
è lì che viviamo
un tempo lontano, un posto lontano
allora tu cosa stai dando?
cosa stai dando?

 

 

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BITTER SWEET SYMPHONY

SWEET

 

Chi non ricorda Bitter Sweet Symphony? Una delle canzoni più belle mai realizzate. L’ “inno urbano” Brit-pop dei Verve che circa vent’anni fa  popolava le radio di più di mezzo mondo (era il 1997).

 

Il video divenne un vero cult, in cui Ashcroft cammina dritto su un marciapiede a testa alta, senza ripensamenti, senza schivare chi gli si para davanti, urtando i passanti non curante e cantando “…I’can’t change…”, riferendosi al suo stile di vita.

Attegiamento da vero rocker!Avevo 16 anni,rivedevo in continuazione questo video su Mtv e poi comprai il cd Urban Hymns.Un signor album.

E poco importa se il riff di archi apparteneva al pezzo riarrangiato  The Last Time dei Rolling Stones che vinsero poi la controversia legale( aggiudicandosi l’inserimento come autori). Il testo di Better Sweet Symphony è sicuramente uno dei più belli mai scritti.

Bitter Sweet Symphony
The Verve.
Cause it’s a bittersweet symphony this life
Trying to make ends meet, you’re a slave to the money then you die.
I’ll take you down the only road I’ve ever been down
You know the one that takes you to the places where all the veins meet, yeah.
No change, I can’t change, I can’t change, I can’t change,
but I’m here in my mold, I am here in my mold.
But I’m a million different people from one day to the next
I can’t change my mold, no, no, no, no, no, no, no
Well I never pray,
But tonight I’m on my knees, yeah.
I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah.
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now.
But the airwaves are clean and there’s nobody singing to me now.
But I’m here in my mold, I am here in my mold.
And I’m a million different people from one day to the next
I can’t change my mold, no, no, no, no, no, no, no
Cause it’s a bittersweet symphony this life.
Trying to make ends meet, trying to find some money then you die.
I’ll take you down the only road I’ve ever been down
You know the one that takes you to the places where all the veins meet, yeah.
No change, I can’t change, I can’t change, I can’t change,
but I’m here in my mold, I am here in my mold.
But I’m a million different people from one day to the next
I can’t change my mold, no, no, no, no, no, no, no
I can’t change my mold, no, no, no, no, no, no, no
I can’t change my mold, no, no, no, no, no, no, no
It justs sex and violence melody and silence
It justs sex and violence melody and silence (I’ll take you down the only road I’ve ever been down)
It’s just sex and violence melody and silence
It’s just sex and violence melody and silence
It’s just sex and violence melody and silence (I’ll take you down the only road I’ve ever been down)
(It’s just sex and violence melody and silence)Been down
(Ever been down)
(Ever been down)
(Ever been down)
(Ever been down)
(Ever been down)

 

E’ una dolceamara sinfonia questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
che ti fà diventare schiavo del denaro e poi morire
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui
tutte le cose si ritrovano

Nessun cambiamento, io non posso cambiare
io non posso cambiare, io non posso cambiare
ma io sono qui fermo nella mia posizione
io sono qui fermo nella mia posizione
ma io sono tra un milione di persone diverse
giorno dopo giorno
io non posso cambiare la mia posizione
No, no, no, no, no

io non pregherò mai
ma stanotte sono in ginocchio
ho bisogno di udire alcuni suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c’è in me
lascio che la mia melodia risplenda, che purifichi la mia anima, mi sento libero ora
ma le strade sono pulite e non c’è nessuno che canti per me

Nessun cambiamento, io non posso cambiare
io non posso cambiare, io non posso cambiare
ma io sono qui fermo nella mia posizione
io sono qui fermo nella mia posizione
sono tra un milione di persone diverse
giorno dopo giorno
io non posso cambiare la mia posizione
No, no, no, no, no

E’ una sinfonia dolceamara questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
che ti fà diventare schiavo del denaro e poi morire
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui
tutte le cose si ritrovano

Nessun cambiamento, io non posso cambiare
io non posso cambiare, io non posso cambiare
ma io sono qui fermo nella mia posizione
io sono qui fermo nella mia posizione
sono tra un milione di persone diverse
giorno dopo giorno
io non posso cambiare la mia posizione
No, no, no, no, no

non posso cambiare la mia posizione
no, no, no, no, no,
non posso cambiare
non posso cambiare il mio corpo
no, no, no

ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
su cui sei mai stata

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LETTERATURA IN ROCK

ON THE ROAD

Pochi romanzi,poche opere d’arte,hanno avuto nella storia un’ influenza così forte sulla gente come il libro Sulla strada.

Sulla strada  è un romanzo autobiografico, scritto nel 1951, dello scrittore statunitense Jack Kerouac basato su una serie di viaggi in automobile attraverso gli Stati Uniti, in parte con il suo amico e in parte in autostop.

Ha influenzato un’intera generazione in particolare la gioventù bruciata, quella che aveva pianto James Dean, quella che già ballava Rock ‘n ‘Roll, che si faceva nei locali di qualche ghetto d’America ascoltando rapita e allucinata Jazz, Blues e Bebop.

 

On The Road, non è  il titolo di un libro, On The Road è un’espressione proverbiale, è una delle prime due o tre cose che vengono in mente quando per associazione di idee si pensa agli States. Prima di McDonald’s, prima della Coca Cola, se una persona pensa all’America pensa alla strada, sterminata e desolata che corre in mezzo alle pianure, dritta verso l’alba verso l’Est e la California. Sulla strada ad oggi ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in 25 lingue.

A cinquanta anni di distanza questo romanzo continua ad affascinare, lo stile è un esempio tuttora insuperato di fusione tra musica e letteratura, dove le atmosfere da improvvisazione Jazz, quelle dei locali neri di New Orleans e del grande Charlie Bird Parker, si fondono ad un vortice di parole per creare una prosa mai così musicale, sognante e innovativa.
A cinquanta anni di distanza On The Road è il modo migliore per avvicinarsi alla Beat Generation di cui il libro stesso ne fu testo di riferimento.Vero e proprio Manifesto.

 

 «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare». 

IGGY POP

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Iggy Pop, pseudonimo di James Newell Osterberg Jr.

nato il 21 aprile 1947 a Muskegon

cantante e attore statunitense

Segni Particolari: IGUANA.

Band: The Stooges & carriera solista

Citazioni sue

Ci sono quattro pilastri su cui si poggia la cultura occidentale: la chiesa, la stampa, il mercato e i Governi. E ogni giorno che passa, è sempre più il mercato a dettare legge. Ormai è tutto un business del cazzo. Ma non ci sono solo i soldi nella vita!

 

 

Quando ho sentito Nevermind, ho capito che quel ragazzo che cantava aveva una vibrazione, un qualcosa che sembrava quasi diabolico. Una sera sono andato a vederli ad un concerto: Cobain ha spaccato gli strumenti e poi si è gettato sul pubblico, poco dopo l’ho visto che andava in un bar, e aveva addosso una maglietta degli Stooges. Mi sono sentito fiero.

Questi giovanotti di oggi conoscono alla perfezione gli spartiti ma non sanno neppure cosa significa vomitare.

 

Siamo i fottuti Stooges. Credi che ci sia qualcuno capace di trasformarci in Adele?Una nostra canzone media contiene 11 parole, e dopo un’ora e un quarto desidererete che lasciamo il palco.

 

La musica contemporanea è sempre più simile a un cartone animato. Nessuno PARLA con chi ascolta.

 

 Come vorrei morire? Facendo giardinaggio. Tra l’insalata e i fiori, guardando uno scoiattolo.

 

 Il rock oggi viene fatto aprendo il giornale, guardando che succede in giro e scrivendoci una canzone – e se non ti viene in mente niente, c’è sempre Greenpeace.

 

 e’ un genere nel quale vengo collocato e attraverso il quale viene spiegato al pubblico che musica faccio.La trovo una cosa molto noiosa.Non sono un fan dell’etichetta punk.

 

I momenti dai quali traggo maggior energia sono quando finisco di comporre un brano,mi siedo in studio e dopo averlo inciso me lo riascolto e realizzo che mi piace,in quel momento mi sento Dio.

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THE STOOGES- FUN HOUSE

stooges - Copia

1970.

Quando parte Down on the Street  mi sembra di ascoltare i Doors con la voce di Mick Jagger.Sottolineo sembra.Il pezzo e’ lineare con un riff ripetuto all’ infinito,ritmo cadenzato per poi sfogarsi nel chorus.La musica degli Stooges è una sorta di protopunk.

Più violento invece il secondo pezzo Loose con il solito muro di chitarra e sezione ritmica ben in “vista”.Per non parlare delle urla di Iggy. Devastante.

Terzo pezzo è T.V. Eye ,uno dei miei preferiti.Pezzo tiratissimo,il basso e’ ipnotico, mantiene la scena più che mai,la batteria non perde un colpo,la chitarra e’ sporca,acida,selvaggia.Sembra quasi che i tre strumentisti facciano una sorta di gara a chi è il più forte.

Poi arriva Dirt  pezzo più lento con giro di basso bellissimo e ossessivo col suo ripetersi inesorabile fino ad arrivare alla chitarra solista, condita con l’ immancabile wha wha.Pezzo ipnotico per lunghi viaggi lisergici e non.

Per ascoltare 1970, classico pezzo trascinante alla Stooges, dovete allacciare per bene le cinture. La title track No Fun  parte con tanto di sax  e ci porta in una danza tribale di sette minuti.Non sarete più gli stessi al termine del pezzo!

Il disco si conclude con L.A. Blues  dicono il caso più eclatante di stupro musicale.A buon intenditor…

Questo disco è  un delirio sonoro: traspare la voglia di ribellione, di fregarsene di tutto, di dire al mondo che lui, Iggy, è lì,frontman di una band  e se la spassa alla facciazza di chi rispetta le regole e vive nel suo beato conformismo, c’è la voglia di vivere in libertà, di incazzarsi, di sudare, di ballare, di agitarsi, di amare, di andare sempre al limite fino allo stremo.

Tutto questo è la musica degli Stooges.

 

 

stooges 1

 

 

OZZY OSBOURNE

Tribeca Film Festival 2011 Portrait Studio - Day 4

 

 John Michael “Ozzy” Osbourne

Birmingham 3 dicembre 1948

Cantante,Compositore,Attore

Band: Black Sabbath & carriera solista

Segni Particolari: Prince Of Darkness

 

CITAZIONI SUE CELEBRI

Il più grande colpo della mia vita fu l’avvento dei Beatles. Mi affascinarono totalmente e pensai “Questa è la mia strada, la musica”.

 

A volte sono spaventato di essere Ozzy Osbourne. Ma mi sarebbe potuta andare anche peggio. Avrei potuto essere Sting.

 

La gente dice che è dura stare al vertice; però è dura anche stare in basso.

 

Io non mi considero un grande cantante, ma riesco ad avere un rapporto con il pubblico. C’è l’artista, poi il vuoto e dopo il pubblico; ma a me piace essere parte del pubblico. Mi piace essere al posto loro e mi piace che loro siano al posto mio, per un ora e mezza.

 

Veramente non me la sento di essere definito il padre del metal, più che altro il fratello maggiore.

 

Se il rock non fosse entrato nella mia vita sarei diventato un pessimo scassinatore.

 

Finchè ci saranno ragazzi che avranno bisogno di sfogare la loro rabbia, l’heavy metal sopravviverà.

 

Ho sentito dire che il metal è morto, che Ozzy è morto e che le persone a cui piace Ozzy sono tutte morte. Io non ho mai avuto un palco vuoto, ho sempre fatto il tutto esaurito. Allora chi è che dice che è tutto finito?

 

Il diventare l’attrazione di un gruppo, cioè il frontman, è ben diverso dall’essere semplicemente un cantante. Ronnie James Dio è un ottimo cantante, ma non è mai stato un frontman. Per Mick Jagger vale il discorso opposto, fottutamente grande.

 

Quando stavo con i Black Sabbath gli assolo erano così lun­ghi che  potevo scendere dal palco, an­dare al pub vicino, bermi tre bic­chieri di birra e tornare in tempo per la fine dell’assolo.

 

BLACK SABBATH – Black Sabbath

album black sabbath

1970.

Black Sabbath è un album meraviglioso, che ascolto da anni e non finirò mai di ascoltare.

In apertura c’è la title track, Black Sabbath, la canzone che per prima dava un segno che i tempi erano cambiati… una tempesta, campane, il resoconto  di una notte oscura, nella quale il senso del buio va ben oltre la semplice mancanza di luce.La canzone prima è inquietante con le tre note suonate da Iommy  (separate da un intervallo di tritono considerate nel Medioevo di stampo satanico)e poi trascinante nella parte centrale con il riff più veloce e l’assolo indiavolato.

The Wizard è il pezzo che forse più di tutti ricorda le origini blues del gruppo così come Behind the Wall of Sleep che rimane molto bluesy e ci accompagna verso il riff di basso che introduce N.I.B.  in assoluto la mia preferita: acida,veloce (per i tempi), accattivante,melodica.Il testo é oscuro e demoniaco:

 

“Ora ti ho qui, con me, sottoposta al mio potere, il nostro amore cresce più forte di ora in ora,

guarda nei miei occhi, vedrai chi sono, il mio nome è Lucifero, dai prendi la mia mano…”

 

Queste strofa e un degno assolo ci portano a Evil Woman altro pezzone piacevole e orecchiabile con il basso di Butler in formissima.Quando dico in formissima intendo che il basso in questa band non ha la funzione di accompagnamento come solitamente succedeva ma e’ parte integrante della musica della band con passaggi e riff più complicati e riempitivi.Butler amava Jack Bruce dei Cream,forse il primo bassista nel riuscire a mettere il basso al pari della chitarra  in una rock band.Lo amava, a lui si ispirava e si sente.

Canzone praticamente strumentale dell’album è Sleeping Village inquietante passaggio a The Warning la canzone più “calda” dell’album .Abbiamo un suadente basso che, vibrando, tocca diretto le corde dell’anima  e ti spinge a danzare .Per non parlare dell’improvvisazione chitarristica.

L’album si chiude con il robusto e jazzoso Wicked World con un Ozzy che fa il suo e un  grande intreccio di basso chitarra e batteria .

Uno dei migliori esordi discografici e da molti considerato il disco  più innovativo mai pubblicato. L’intero album è  inquietante viste anche le tematiche toccate nei testi.Non tutti sanno però che in realtà dei quattro,solo Geezer Butler  pare s’interessasse alle arti nere e all’occultismo, ma la prima etichetta dei Sabbath spinse molto su questo tasto, aiutando a creare l’aura oscura che circonderà il gruppo per parecchio tempo.

Quello che più conta è che mentre i giovani ancora osannavano i grandi e più teneri Beatles, questi quattro ragazzi facevano ascoltare al mondo intero per la prima volta  una nuova musica lenta,oscura,inquietante,magnetica.

Nasceva L’Heavy Metal.

 

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NOBEL IN ROCK

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Bob Dylan. Nobel per la letteratura 2016.

Blowin’ in the Wind

Scritta nel 1963.

Soffia nel Vento, traduzione

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che lo si possa considerare tale?
e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
prima che possa riposare nella sabbia?
e quante volte i proiettili dovranno fischiare
prima di venir banditi per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento

Quanti anni può resistere una montagna
prima di venire spazzata dal mare?
e quanti anni devono vivere alcune persone
prima che venga accordata loro la Libertà?
e quante volte un uomo può girarsi dall’altra parte
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento

Quante volte un uomo dovrà guardare verso l’alto
prima che riesca a vedere il cielo?
e quante orecchie deve avere un uomo
prima di poter sentire la disperazione della gente?
e quante morti ci vorranno perchè egli sappia
che troppe persone sono morte?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento

 

A proposito della canzone Bob Dylan dirà:

“io continuo a dire che i peggiori criminali sono tutte le persone che girano la testa dall’altra parte quando vedono il male e sanno che è male. Ho solo ventun’anni ma so già che ci sono state troppe guerre… E voi che avete più di ventun’anni dovreste essere anche più saggi. La maniera migliore di rispondere a tutte queste domande è porsele. Ma molte persone devono prima trovarsi nel vento”.

 

LENNY KRAVITZ – 5

KRAVITZ

1998.

L’album si apre con due pezzi molto funk:Live  e Supersoulfighter.C’e’ meno spazio per la chitarra e troviamo un sound più moderno alla “Prince” mi verrebbe da dire con ritmi molto ballabili.

Al terzo brano saliamo di livello con quella che diventerà una sua hit :I BELONG TO YOU.Il testo e’ uno dei piu belli della sua intera carriera:

 Sei la fiamma nel mio cuore
Tu illumini la mia strada nell’oscurità
Tu sei la stella suprema
Tu mi hai portato in alto
Il tuo amore incondizionato Mi porta in Paradiso

Tu mi fai sentire divino
La tua anima e la tua mente sono intrecciate
ero cieco prima che arrivassi tu
Ma da quando ho aperto gli occhi..
E con te non c’è bisogno di fingere
posso finalmente aprire la mia mente

Ti ho sempre amata sin dall’inizio
Ma non riuscivo a comprendere che
dovevo farlo ogni giorno
Così ho smesso di combattere
Adesso voglio vivere la mia vita
Dandoti tutto il meglio in ogni modo possibile

Io ti appartengo
E tu
Anche tu appartieni a me
Tu completi la mia vita
Tu mi fai sentire così dolce

Il pezzo successivo Black Velveteen è imparentato addirittura con i suoni techno con  campionamenti ed elettronica.Ce n’è per tutti i gusti insomma.

If You Can’t Say No, una delle mie preferite , è una ballatona che recita:

“So che tu mi ami

Ma conosco anche il tuo genere

Baby tu hai un sacco di forza

Perciò cerca solo di tenermi in mente

Se non puoi dire di no almeno pensa”

Qui sentiamo un assolo breve e pulito suonato dal suo chitarrista Craig Ross impeccabile come sempre e dotato del tocco “giusto” come pochi eletti della sei corde.

Altro singolo ,tra le sue canzoni più famose ,e’ la ballata caldissima  Thinking Of You scritta in memoria della madre.

Take time esplora territori quasi psichedelici ma pur sempre soul.

L’attacco di Fly Away è sicuramente uno dei più conosciuti della storia del rock.Tanto groove con la band che segue l’ipnotica voce di Lenny.

It’s’ your life forse e’ quella che mi convince meno dell’intero album mentre  Straight Cold Player e’ puro funk alla James Brown con il sax protagonista assoluto.

Poi arriva una perla straordinaria: Little Girl’s Eyes.

Conoscete una canzone più sensuale?

“Tutto ciò che ho e tutto ciò che faccio
Non può essere confrontato con l’amore per te
Tu mi fai sentire vivo
Tu sei il meglio del meglio

Tu sei la mia stella e quanto sono lontano
Tu non sei sola perché il tuo cuore è la mia casa
Tu sei il mio grande premio
Così bella e così saggia
Tutto quello che voglio quando entro nella stanza
é guardare il tuo sorriso
Quando guardo in questi piccoli occhi di ragazza
Tu mi fai sentire vivo
Tu sei il meglio del meglio

Tutto ciò che posso fare è sorridere
Quando guardo in questi piccoli occhi di ragazza”

You’re My Flavour e’ un altro bel pezzo orecchiabile un po’ più rock in cui Cindy, batterista di Lenny (e compagna di un certo Santana), si scatena.

L’album termina con un altro pezzone e cioè Can We Find a Reason .

Five e’ un grande album che non annoia,sicuramente non il più rock dell’artista, ma pieno di ballate e melodie fantastiche.

FIVE potrebbe essere la chiave di accesso alla musica di Lenny per chi non l’avesse ancora conosciuto come si deve.